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giovedì, febbraio 26, 2004

UN’ISOLA TRA ISOLE

Potremmo scrivere pagine e pagine di situazioni critiche che necessiterebbero di essere sottoposte all’attenzione dell’opinione pubblica, ma ciò risulterebbe ridondante essendo ben note le questioni e la posta in gioco.
Lo scopo di questo scritto, redatto durante l’ennesima lunga sosta di un treno in ritardo sul ruolino di marcia, è quello di trovare almeno un aspetto positivo in un quadro situazionale difficile. Vorremmo essere una candela in più accesa sull’altare della speranza.
Ci sarebbe piaciuto indicare i giovani come portatori di un contagioso, nuovo e fresco respiro, purtroppo il caso ha voluto che il mio dirimpettaio ci ha quasi del tutto disillusi.
E’ un ragazzo dall’età indefinibile compresa tra i venti ed i venticinque anni, così come la ragazza che gli siede a fianco. Indossano pantaloni mimetici, anfibi e un maglione militare sdrucito in dotazione all’esercito tedesco (la bandiera teutonica svetta in bella mostra sull’avambraccio sinistro). Capelli cortissimi, quasi tagliati a zero, orecchino e pearching al naso. Sono del tutto uguali e da lontano risulterebbe difficile distinguere la ragazza che, peraltro è piuttosto carina, dal ragazzo. Ascoltano musica in cuffia ma hanno il volume molto alto tanto da riuscire a percepire le frasi mozzate di rapper americano ben noto. Mi chiedo se valga la pena sperare in loro in prospettiva di un futuro migliore. Per un momento incrocio i loro sguardi. Non hanno gli “occhi della tigre” che io avevo alla loro età. La voglia di lottare per degli ideali non è in loro. Sembrano arrabbiati come se volessero dirmi: “Guarda che questo è il Mondo che abbiamo trovato. Non siamo stati noi a ridurlo così”. Piccolo esame di coscienza e mi rendo conto che tra qualche giorno avrò quaranta anni. Troppo giovane per aver fatto il ’68 e troppo vecchio per i repentini cambiamenti che il mondo sta vivendo. Mi rendo conto che forse la mia generazione avrebbe potuto far di più e un po’ me ne vergogno.
Gli occhi si incontrano, casualmente, per l’ennesima volta e mi rendo conto che quello che credevo di aver visto non era rabbia ma paura e mi sento isola tra isole.
Un ultimo pensiero attraversa la mia mente, mentre mi accingo a scendere alla mia fermata: “Riuscirà l’Araba Fenice a rinascere dalle proprie ceneri… ancora una volta?”.

UN PENSIERO DI CONFUCIO

Quando il saggio addita il cielo, lo stolto guarda il dito. Questo pensiero di Confucio dovrebbe essere la guida dei nostri rapporti con gli altri. Non dobbiamo guardare a chi ci dice le cose, ma all’esattezza di quanto ci viene detto. Dobbiamo ascoltare gli insegnamenti della predica, non guardare il pulpito da cui viene la stessa. E ricordiamo che “sotto un mantello cencioso spesso si nasconde la saggezza”.

mercoledì, febbraio 25, 2004

ULTIME DAL CONTINENTE OLEVANESE

Le città del Continente Olevanese sono sempre più ricche e animate; il deposito è sempre più pieno per saziare abitanti e i visitatori che diventano sempre più numerosi. I turisti che passeggiano nella Necropoli Etrusca possono consultare la 7ª pagina che ci guida nella ricerca delle origini del glorioso popolo Etrusco; volendo può anche dare uno sguardo alla Bibliografia.
Sull’Acropoli della Grecia Antica, oltre ad aver notizia dell’”Eta’ Romana”, potremmo fare la conoscenza di Prometeo, il titano amico dell’umanità e consultare la Bibliografia.
Nel Castrum di Roma antica incontreremo Camilla, la vergine guerriera, tanto bella quanto eroica, e consulteremo la Bibliografia.
Ed inoltre:

  • Nella sezione “Commento Libri”, della città “C’era una volta”, assisteremo alla “Metamorfosi” di Kafka;

  • Nella sezione “Storia”, di “Ceterum dicitur” l’autore ci parlerà di un “Curioso paradosso”;

  • Nei “Soliloqui” l’Anonimo disserta “Sul lavoro degli immigrati” e scopre che …;

  • Epistole2” introduce future “sempre verdi” lettere di un tempo lontano;

  • Il 2° Libretto del MAO si arricchisce della 10ª pagina,


…. Buona passeggiata …..

domenica, febbraio 01, 2004

Logo del Blog[weblog(PKSOFT)]

Realizzazione del logo "Blog del deposito d'artigianato mentale" da parte di pkakira.

Logo del Blog[weblog(PKSOFT)]
(Questa immagine è stata realizzata nell'ambito della collaborazione del sistema planetario pksoft.it di cui il presente Blog[PKAKIRA] fa parte a pieno titolo)

DESCRIZIONE:

L'immagine rappresenta una macchina da scrivere di tipo meccanico, anche se a ben osservarla notiamo, al posto del foglio di carta, uno strano schermo traslucido sul quale compaiono delle lettere. In alto sulla destra, poi, si vede una sorta di scritta un pò deformata; come se la vedessimo attraverso una lente d'ingrandimento.

COMMENTO:

L'immagine ha la pretesa di evocare la forza della scrittura macinata o mitragliata della macchina da scrivere meccanica, unita alla tecnologia e l'innovazione del BLOG[WEBLOG]. La macchina da scrivere meccanica costituisce, a mio parere, un tramite fra l'epoca degli intellettuali, scrittori, giornalisti e quella moderna del blog su INTERNET. C'è da riflettere sul fatto che chi lavorava sulle macchine meccaniche:

  1. aveva pochissime possibilità di sbagliare, pena il ricominciare da capo il foglo o, addirittura, l'intero lavoro;
  2. scriveva tutto, o quasi, di getto(vedi giornalisti) facendo affidamento sulle proprie conoscenze linguistiche/culturali, i trucchi del mestiere ed i propri strumenti stilistici;
  3. ne conseguiva, di norma, una più elevata qualità di contenuti ed una struttura più armonica del testo;
  4. in ultima analisi chi scriveva sui mezzi meccanici doveva essere culturalmente e professionalmente preparato.
A mio parere, quindi, il mezzo meccanico era uno strumento elitario. Il cui uso era destinato ad applicazioni professionali o intelletuali (a che pro riversare un diario privato su foglio dattilo scritto?). Mentre chi utilizza i moderni blog:
  1. può correggersi, anche dopo aver pubblicato [l'etichetta impone di lasciare traccia delle modifiche a sempiterna memoria(io sono un gran maleducato)];
  2. può lasciare un intervento in bozza a tempo indeterminato, oppure postdatarlo;
  3. può dedicare tutta la propria concentrazione al contenuto del messaggio da pubblicare, in quanto non gli è richiesto alcuno sforzo tecnico o metodologico;
  4. in conclusione chi scrive sui blog "può", anche se spesso pecca di sinteticità, linearità del discorso e di coerenza nel testo (IO PER PRIMO).

IO Penso che il blog sia uno strumento di comunicazione indubbiamente più democratico e fertile. Decisamente votato alla [CONCETTO-DIVERSITA'(neo-logismo derivante da bio-diversità)].
VOI INVECE COSA NE PENSATE????

Fonti / Citazioni / Ispirazioni:


pkakira