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venerdì, aprile 09, 2004

de "la pastiera" o "pastiera di grano"

pksoft dice:

Non importa quanto sottile tagli la fetta, la pastiera prima o poi finisce!



Una bellissima pastiera partenopea

Rif: Pasticceria Katia - Torte (vedi foto allegata)

sabato, aprile 03, 2004

LA TALPA

E’ venerdì sera, ho appena fatto la doccia e mentre decido cosa indossare prima di uscire (vado fuori con un’amica per una pizza) mi stendo sul divano che ha ormai preso la forma del mio corpo e guardo distrattamente la televisione.
Faccio zapping da un canale all’altro cercando di evitare gli spots pubblicitari e mi ritrovo a sbirciare una trasmissione ormai all’epilogo che i giornali avevano criticato in maniera positiva: “La talpa”.
La conduttrice, in pompa magna, annuncia che stasera sarà decretato il vincitore di una somma niente male e sarà stanata la talpa. Praticamente il gioco consisteva nel mettere insieme un gruppo di persone – più o meno famose – e costringerlo a vivere lontano dall’Italia cercando di superare prove fisiche/psicologiche di abilità per accumulare soldi per il montepremi ed al tempo stesso di individuare colui che era la talpa.
Scopo della talpa era invece quello di riuscire a “sabotare” le varie prove e alimentare il più possibile il sospetto tra i partecipanti al gioco. Doveva insomma cercare di evitare che il gruppo si amalgamasse troppo e diventasse più difficile da “contaminare”.
Così, mentre il televisore trasmetteva le immagini dei momenti più belli e drammatici trascorsi presso questo posto sperduto nello Yucatàn, un pensiero mi attraversa la mente: “Quante talpe siamo costretti a subire giorno dopo giorno?”
Il collega di lavoro, il vicino di casa, l’amico o l’amica interessati, i parenti, la moglie, la fidanzata, i figli …… insomma chi più ne ha più ne metta….
Chi non ha, a volte, la sensazione di essere circondato da persone che quasi ha dovuto subire che condizionano la propria vita in un modo od in un altro? Argomento spinoso che comporterebbe una disamina più approfondita che necessiterebbe un esame introspettivo a 360 gradi.
Il cellulare squilla, rispondo ed è la mia amica che mi dice di essere pronta e che posso passare a prenderla sotto casa tra mezz’ora. Non ci vediamo da qualche tempo ed io d’altro canto avevo già rinunciato ad delle uscite con lei per pigrizia (lei abita a Roma ed io in provincia), ma la sua insistenza alla fine mi hanno convinto ad accettare un’uscita con pizza.
Sarà anche lei una talpa? Cosa si aspetterà da me? E soprattutto perché avrà scelto proprio me? Mi spruzzo del profumo sulle mani quasi a voler cacciar indietro questi pensieri con l’odore penetrante che invade le mie narici e penso che il “mestiere di vivere dignitosamente è sempre più complicato”. Chiudo la porta alle mie spalle e mi tuffo nella notte romana cercando di tirar fuori le energie sufficienti ad apparire una persona divertente ed interessante.
E SE ANCH’IO FOSSI UNA TALPA …………..?????